Qualche giorno fa. Stava lì, immobile, tra l'erba alta che la nascondeva in parte. Stava lì, semplicemente belissima. Stava lì e mi guardava con due occhi che sembravano più grandi di quanto non lo siano in realtà. Due occhi neri e profondi.
E' stato un lunghissimo attimo. Poi è scomparsa tra la stessa erba alta che me l'aveva per un secondo mostrata.
Non so descrivere la gioia dentro che mi ha provocato. Non so spiegarmela. Dopotutto le volpi non sono rare in quei pochi campi incolti di periferia che ancora sfuggono all'urbanizzazione. Eppure non ne avevo mai vista una. Non so neanche spiegarmi il tuffo al cuore che ho avuto vedendola. Come se avessi visto chissà quale animale selvatico. Dopotutto non sono più selvatiche di passeri e scoiattoli ormai. Dicono si avvicinino facilmente alle abitazioni in cerca di cibo e calore.
Ma le è bastato uno sguardo per pietrificarmi lì e stravolgermi totalmente l'umore e la giornata.
Da quel giorno ogni volta che passo da quelle parti non posso fare a meno di scrutare tra gli arbusti nella speranza di rivederla.
Speranza vana.
Quello stesso campo incolto ha infatti infine capitolato all'espansione cittadina. Stanno costruendo. Credo altre case. Altre speculazioni.
Probabilmente è proprio per i movimenti delle ruspe che la Volpe si è trovata così vicina alla strada. Probabilmente è stata stanata dalle ruspe che spianavano e muovevano il terreno.
Se volessi umanizzare quello sguardo, potrei chiudere dicendo che c'era una rassegnata tristezza in quegli occhi neri. Ma è più plausibile che in realtà fosse nei miei.